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Il saluto del sindaco in occasione dell’8 Marzo, festa della donna

Nonostante i tempi difficili e la situazione di totale incertezza per questo nostro paese, c’è qualcosa di nuovo nell’aria. La lista dei parlamentari eletti nelle ultime elezioni non aveva mai visto un numero così alto di donne, soprattutto in alcuni gruppi (PD 42%, M5S 38%); Confindustria rivela che le donne che assumono responsabilità di vertice nelle aziende sono sempre più numerose; un grande movimento di donne (“Se non ora quando”) ha, non troppo tempo fa posto all’attenzione di tutti non solo i problemi delle donne, ma l’idea che non c’è democrazia compiuta se non c’è uguaglianza di diritti tra uomo e donna. Una battaglia che deve continuare. Eppure, in mezzo a progressi importanti, troppe nubi nere oscurano ancora il cielo. L’uccisione di donne – è persino nato un termine nuovo: il femminicidio -, specialmente in ambito familiare o nel quadro di rapporti personali, è ormai cronaca quotidiana. La donna concepita come oggetto, come proprietà privata e personale del maschio, che, “se non mi appartiene più, non ha neppure diritto di vivere”. E’ un fenomeno di una barbarie inaudita. Le donne sono le prime vittime della crisi. Come lavoratrici: perdono il lavoro prima degli uomini, chi il lavoro non ce l’ha lo trova con più difficoltà. In Italia, il tasso di occupazione delle donne è incredibilmente basso e quello di disoccupazione tra i più alti d’Europa. Come madri di famiglia, con bilanci familiari ormai ridotti a poco e lo spettro della miseria che incombe su tantissime famiglie italiane. L’esistenza di leggi che ancora impediscono l’esercizio libero e consapevole della maternità. Si potrebbe continuare. Allora la battaglia deve andare avanti.

Da parte nostra, in una situazione delle finanze comunali che sta letteralmente paralizzando le nostre possibilità di intervento, continueremo a fare di tutto perché quei servizi di nostra competenza che servono anche a migliorare la vita delle donne siano difesi fino all’impossibile. Non sappiamo quanto reggeremo: le difficoltà sono ogni giorno sempre più grandi. Ma ce la metteremo tutta.

In questo 8 Marzo – ma deve accadere ogni giorno dell’anno ! – il pensiero di tutti deve andare dunque a tutte le donne che ogni giorno si battono per una vita migliore e per l’uguaglianza dei diritti; alle donne che stanno lottando per difendere il loro posto di lavoro; alle più giovani che s’impegnano con straordinaria volontà negli studi, ottenendo risultati sempre più notevoli, pur nella difficoltà di intravedere prospettive; alle donne immigrate che cercano di costruire qui una vita che sia almeno degna di essere vissuta e che vivono spesso una doppia esclusione; alle donne che, anche in questo momento stanno vivendo sulla propria pelle e sulla carne dei propri cari l’atrocità della guerra.

La libertà dell’”altra metà del cielo” è condizione per la libertà di tutto il cielo.

Viva la donna. Viva l’8 Marzo, ore 15,00.


Giampaolo Pioli
Sindaco di Suvereto

 

 

INCONTRO PUBBLICO - 8 marzo 2013, ore 15,00

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